Archives: 17/01/2018

CONVIENE SOSTITUIRE I VECCHI INFISSI CON FINESTRE DI NUOVA GENERAZIONE?

Fino a qualche anno fa’ il risparmio energetico non era ancora avvertito come un problema da affrontare quando si costruiva o ristrutturava una casa, si installavano quindi infissi dalle caratteristiche molto semplici, generalmente in legno o alluminio, con vetro singolo. Questo provocava elevati costi delle bollette a causa delle enormi dispersioni termiche e una continua e costosa manutenzione.
I prodotti in commercio oggi invece sono tecnologicamente avanzati, richiedono una manutenzione minima e isolano termicamente la nostra casa.

Partendo da questi presupposti la risposta alla domanda: «conviene sostituire i vecchi infissi con finestre di nuova generazione?» è assolutamente sì, naturalmente stando attenti a scegliere soluzioni di qualità e a non cedere all’illusione di risparmiare.

Quali sono i punti di forza di un nuovo infisso?

La sostituzione degli infissi porta immediati ed evidenti benefici sia nei consumi in bolletta sia in termini di benessere e comfort, oltre che aumentare notevolmente il valore del nostro immobile e migliorare la classe energetica dello stesso.

Vediamo in dettaglio i vantaggi.

  1. Riduzione dei costi in bolletta
    Porte e finestre sono il punto debole per l’isolamento termico di un’abitazione. Serramenti vecchi e usurati equivalgono a una spesa maggiore per riscaldare la tua casa d’inverno e per rinfrescarla d’estate.
    Incrementare l’isolamento termico permette notevoli risparmi in bolletta: tra i costi in bolletta il più alto è quello relativo al riscaldamento, ma se aumentiamo l’isolamento termico si può arrivare a risparmiare fino al 20% sui consumi.
  2. Riduzione dei costi di manutenzione
    Le finestre moderne, rispetto agli infissi di una volta, richiedono pochissima manutenzione, nella maggior parte dei casi è infatti sufficiente pulirle con un panno umido e, una volta all’anno, lubrificare cerniere, serrature e parti mobili.
  3. Maggiore isolamento acustico
    Fonti di inquinamento acustico, come il traffico, ad esempio, possono rendere davvero difficile la permanenza in alcuni ambienti e arrivare a recare danno alla nostra salute. Gli infissi moderni sono realizzati in modo da garantire il massimo comfort acustico all’interno delle abitazioni.
  4. Maggiore sicurezza
    È un aspetto che purtroppo occupa sempre più spazio nella cronaca locale. Accade ogni giorno e spetta a noi diminuire il rischio grazie a serramenti nuovi, progettati con tecnologie anti effrazione.  Quindi cambiare i tuoi vecchi serramenti con dei nuovi serramenti contribuisce a rendere la tua vita e quella della tua famiglia più sicura da subito.
  5. Ecobonus e Detrazioni Fiscali
    Le detrazioni sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici sono state prorogate a tutto il 2018, la percentuale scende però al 50%.
  6. Nuovo look
    Cambiare gli infissi è sicuramente un modo per rinnovare l’immagine della nostra casa e guadagnarne in comfort e benessere.

ECOBONUS 2018 COSA CAMBIA

Con la Legge n. 205 del 27 dicembre 2017 sono state prorogate, con alcune modifiche, le agevolazioni fiscali tese ad incentivare interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti.
Ma vediamo nello specifico come funziona e come si richiede l’ecobonus.

Cos’è l’ecobonus?

L’Ecobonus 2018 è un’agevolazione fiscale prevista per i contribuenti che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica nella propria casa, sugli edifici condominiali o sugli uffici, negozi, capannoni. Tale agevolazione, consiste in una detrazioni dall’Irpef se la spesa è effettuata dal contribuente privato o dall’Ires se impresa o società, che lo Stato riconosce quando vengono eseguiti lavori per aumentare l’efficienza energetica degli edifici già esistenti.

Quali sono le spese detraibili dall’ecobonus?

Sono spese detraibili Ecobonus e quindi agevolabili quelle sostenute per ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, per migliorare e mantenere il calore all’interno dell’edificio come ad esempio la pavimentazione, finestre e infissi o coibentazioni, oltre che l’installazione di pannelli solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, quindi meno spreco di energia, più risparmio e maggiore efficienza energetica.

Quali sono le novità apportate dalla legge di bilancio 2018?

La legge di stabilità 2018 conferma e mantiene gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici con delle differenze rispetto al 2017.

Vediamo insieme i punti salienti:

Le modifiche al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, all’articolo 14, stabiliscono che:

  • per le spese di sostituzione di infissi e schermature: detrazione scende al 50%;
  • caldaie a condensazione: per chi sostituisce la caldaia, dal 2018, spetta la seguente detrazione:
    – detrazione 65%: se si installa una caldaia a condensazione di classe A con contestuale istallazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
    – detrazione 50% se si istalla una caldaia a condensazione di classe A;
    – detrazione 0%: se si istalla una caldaia di classe B.

Il tetto massimo di spesa ammonta a 100.000 euro per la riqualificazione di edifici esistenti e di 60.000 euro per finestre e infissi.

A chi spetta detrazione fiscale?

La detrazione Ecobonus 65% spetta a tutti i contribuenti privati residenti e non residenti e contribuenti titolari di impresa quindi con Partita IVA, che possiedono a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di interventi di risparmio energetico. Sono ammessi all’Ecobonus spese per l’aumento efficienza energetica edifici quindi:
  • Persone fisiche: titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini in merito agli interventi sulle parti comuni condominiali,  gli inquilini che hanno in comodato d’uso l’immobile.
  • Titolari di partita iVA esercenti arti e professioni.
  • Contribuenti con redditi d’impresa: quindi persone fisiche, società di persone, società di capitali spetta detrazione Ecobonus sull’IRES.
  • Associazioni tra professionisti.
  • Enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Si ricorda inoltre che la detrazione Irpef Ecobonus per le spese di risparmio energetico può essere fruita anche dai familiari conviventi del soggetto che ditiene o possiede l’immobile oggetto dell’agevolazione.

Quindi sia il coniuge, figli che parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado, possono sostenere le spese per la realizzazione dei lavori e fruire dell’agevolazione fiscale.

Riguardo invece gli interventi che rientrano nell’Ecobonus effettuati su edifici che risultano essere immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione, la spesa non è riconosciuta se sostenuta da familiari anche se conviventi.

Ecobonus quali documenti servono?

Una volta completati i lavori per la riqualificazione energetica il contribuente per fruire dell’agevolazione fiscale e quindi ufficializzare la detrazione Irpef o IRES deve presentare una specifica documentazione Ecobonus, ovvero:

  • Certificazione energetica dell’edificio che non va richiesta se l’intervento di riqualificazione è consistito in infissi sul singolo alloggio, installazione pannelli solari o caldaie, pompe di calore o in impianti geotermici.
  • Scheda informativa degli interventi realizzati, il contribuente in questo caso può utilizzare la scheda semplificata, compilabile.
  • Attestazione di corrispondenza dell’intervento ai requisiti indicati dalla legge. Tale certificazione, va redatta solo in caso di installazione finestre e infissi, sostituzione impianto climatizzazione invernale che se inferiore a 100 kw può essere sostituita dalla dichiarazione del produttore, mentre per la sostituzione dello scaldacqua serve quella del tecnico abilitato.
  • Riguardo la Certificazione energetica e la scheda informativa devono essere spedite entrambe all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori esclusivamente per via telematica.

GUIDA ALLA SCELTA DELLE PORTE PER INTERNI

Le porte interne sono elementi indispensabili in una casa: separano e uniscono gli ambienti, ma possono anche diventare significativi elementi d’arredo. Scopriamo in questo articolo i materiali e le tipologie delle porte da interno.

 

Tipologie di apertura delle porte interne

  • Porte a battente:
    è la porta più comune, con l’anta che ruota sui cardini posti su un lato e che si apre, in genere, verso il locale in cui si sta entrando.
  • Porta scorrevole a scomparsa:
    scorre nel muro, lungo un binario posto in un controtelaio, una struttura metallica nascosta nello spessore della parete. La struttura può essere rivestita con intonaco o con un pannello in cartongesso. Risolve il problema dello spazio ridotto, lasciando libera la superficie della parete. L’installazione necessita di lavori di muratura. E’ disponibile anche a due o più ante, per grandi spazi.
  • Porta scorrevole esterna:
    la porta si muove parallela e all’esterno della parete, lungo un binario metallico. E’ una soluzione comoda se non si vogliono fare lavori sulla muratura; è adatta in qualsiasi ambiente, anche se separa in modo meno netto e isolante rispetto alle altre aperture.
  • Porta a libro:
    chiamata anche a soffietto, è costituita da due o tre elementi che si ripiegano. E’ adatta per chiudere spazi ridotti come un ripostiglio o un bagno di servizio.
  • Porta a bilico verticale:
    la porta ruota su due perni, uno a soffitto, l’altro a pavimento. E’ adatta per aperture scenografiche.
  • Porte con le cerniere a scomparsa:
    Completano il set porte che si confondono interamente con il resto del muro, caratterizzate quindi da ante filomuro o rasomuro, cerniere invisibili e assenza di stipiti e coprifili

Misure da prendere per la scelta delle porte

Prima di scegliere e acquistare una porta da interno, è necessario avere in mente alcune misure. Se la casa è in fase di costruzione o di ristrutturazione, le misure da rilevare dopo aver installato il controtelaio, (chiamando comunque un tecnico), sono:

  • larghezza del vano per la porta
  • altezza, considerata dal livello del pavimento finito
  • profondità, ossia lo spessore del muro, tenendo conto anche di eventuali rivestimenti

Quando invece le porte sono da sostituire, ma non sono in corso lavori di ristrutturazione, solitamente si cambiano soltanto le ante ed i telai, ma vengono lasciati i vecchi controtelai in legno già murati; a meno che non si decida di sostituire la vecchia porta a battente con una scorrevole, le misure da prendere sono:

  • larghezza del vano, escludendo in questo caso le dimensioni delle cornici
  • altezza dal livello del pavimento
  • spessore del muro

Nel caso in cui si vogliano installare delle porte scorrevoli al posto di quelle a battente bisogna tener conto dell’esistenza o meno della possibilità di installare un’anta a scomparsa nel muro. In questo caso la parete dove scomparirà l’anta, deve essere spessa almeno dieci cm e larga quanto la porta stessa. Se invece si sceglie di installare una porta scorrevole non a scomparsa, lo spessore del muro sarà da misurare soltanto per quanto riguarda l’anta e non per l’installazione del controtelaio; occorrerà invece misurare la parete dove saranno installati i binari per lo scorrimento dell’anta, perché dovrà essere larga almeno quanto la porta.

 

Porte fuori misura e dimensioni standard

Le dimensioni standard di una porta da interno sono dai 60 ai 90 cm in larghezza per   210 cm in altezza. Durante i lavori di ristrutturazione di una casa, si può anche decidere di intervenire sulle porte fuori misura:

  • se sono previsti già lavori di muratura, conviene portare il vano della porta a dimensioni standard, piuttosto che far realizzare una porta su misura
  • si può richiedere all’azienda produttrice un prodotto personalizzato, con misure fuori standard; in questo modo però si aumenta dal 15 al 30% il prezzo finale della porta.

Materiali per la struttura

Diversi possono essere i materiali per la struttura di porte interne. I più utilizzati sono generalmente legno e vetro, anche se non mancano modelli in metallo e plastica. 

legno
dal tipo di legno dipendono la qualità e la resistenza della porta:

  • legno massello
    Le porte in massello sono costituite da elementi completamente in legno e non c’è una struttura tamburata. La struttura è costituita in multistrato e rivestita di tranciati di legno. Il prezzo di una porta in massello può essere molto variabile, e la differenza sta sostanzialmente nel legno utilizzato per la sua costruzione. Si trovano in commercio porte in massello a prezzi molto bassi e il motivo è che i legni utilizzati sono di qualità scadenti, di provenienza non certificata o semplicemente non sono adeguati alla costruzione di porte interne.
  • listellare
    rifinito con lastre di compensato o di Mdf, materiale di buona qualità da utilizzare soprattutto in combinazione con il vetro
  • tamburato
    Le porte tamburate come già accennato precedentemente sono costituite da una struttura che supporta uno strato di mdf idrofugo e in questo caso da un impiallacciatura in vero legno di alcuni millimetri di spessore. Se la porta è laccata a poro aperto (lascia intravedere la venatura del legno) si vernicia l’impiallacciatura di legno (solitamente frassino o rovere), se la laccatura invece è coprente, è lo strato in mdf, molto stabile e resistente all’umidità che viene verniciato. Le porte tamburate ricoprono circa il 90% della produzione totale di porte interne.
  • Laminato
    Generalmente sono le porte più economiche, è possibile trovare porte in laminato nelle grandi distribuzioni o da grossisti a prezzi bassissimi, la qualità di queste porte lascia il tempo che trova, le rifiniture sono molto carenti, le finiture monotone e la provenienza di queste porte (ovviamente non made in italy) talvolta è ignota. Altro discorso meritano invece le porte in laminato di qualità. Negli ultimi anni il mercato delle porte in legno è calato notevolmente e le aziende italiane leader nella produzione di porte hanno deciso di investire sul comparto laminato, creando bellissime collezioni di porte con finiture “sintetiche”. Se siamo quindi disposti a spendere un po’ di più è possibile acquistare ottimi prodotti made in italy, con finiture moderne e accessori di qualità. Per capire se la porta in laminato è di qualità toccate con due dita la porta sul lato superiore e sul lato inferiore dell’anta. Se la porta in laminato è di qualità non sentirete il legno grezzo dell’intelaiatura della porta ma una bordatura in laminato o in abs (materiale plastico) che proteggono le parti non visibili ma vulnerabili della porta. Alcune aziende bordano infatti l’anta su tutti e 4 i lati per evitare soprattutto in cucine e bagni l’assorbimento dell’umidità e il successivo danneggiamento della porta nel tempo. Ultima osservazione: la struttura di una porta in laminato è tamburata. Costituita cioè da una struttura perimetrale dell’anta in listellare che contorna una struttura alveolare interna. La superficie è costituita generalmente da uno strato di mdf idrofugo (materiale molto resistente all’umidità) ricoperto da un ulteriore strato di laminato che riproduce la finitura desiderata.

vetro
se la porta è realizzata interamente in vetro o se contiene inserti in vetro a meno di cento cm da terra, questo deve essere:

  •  temperato
    che ha una resistenza cinque volte maggiore rispetto ad un vetro normale ed in caso di rottura si sbriciola in pezzi minuscoli che non tagliano
  • stratificato
    composto da due lastre da tre mm di spessore ciascuna, incollate su una pellicola chiamata Pvb; questo tipo di vetro quando si rompe mantiene incollati i suoi frammenti.

La verniciatura di una porta in legno

La verniciatura è un processo che si esegue in due fasi: la prima, eseguita a mano, di tinteggiatura e “stracciatura” di uniformazione della tinta. La seconda è di finitura, con vernice trasparente satinata di tipo poliuretanico. Per quanto riguarda la laccatura, questa è eseguita con vernice di tipo poliuretanico. Infine, la patinatura, è la finitura eseguita a mano dopo la laccatura tradizionale mediante pennellatura di tutti gli elementi della porta. Le striature tono su tono ottenute dalla pennellatura sono successivamente fissate con vernice trasparente. La finitura patinata è eseguita esclusivamente a mano.

Ogni porta è sottoposta a questo trattamento e avrà quindi la sua unicità e personalità.

Se preferite la verniciatura anticata, sappiate che si tratta di processo di verniciatura eseguito prevalentemente a mano mediante una prima tinteggiatura di uniformazione seguita da una seconda tinteggiatura applicata mediante “stracciatura” e sfumatura della tinta. Dopo la verniciatura satinata di tipo poliuretanico, la manualità artigiana termina il processo di finitura attraverso la “spagliettatura” di antichizzazione.

Alcuni consigli utili

  1. Fate attenzione all’ambiente in cui si colloca la porta, gli ambienti in cui ospiteremo gli elettrodomestici (ad esempio bagno e cucina) necessitano di porte più larghe in modo da favorire l’ingresso degli stessi
  2. Coordinare le porte con l’arredamento, prima di scegliere la porta è fondamentale aver scelto lo stile dell’arredamento della stanza in cui la porta verrà montata
  3. Coordinare le porte con il colore dei muri, prima di scegliere il colore della porta bisogna avere chiaro il colore delle pareti della stanza in cui la porta verrà installata.